Lo SWAP di Natale chiamato CIBINLIBRI......
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È un'estate come tutte le altre, in Bretagna, con la famiglia, quando George incontra per la prima volta Gauvain. Così diversi, così lontani, per estrazione sociale, cultura, educazione: lei, giovane intellettuale parigina; lui, figlio di contadini bretoni e votato alla vita del mare. Eppure così tremendamente vicini per quella strana, incomprensibile attrazione che molto spesso sboccia tra due esseri antitetici. Solo pochi sguardi per comprendere che i loro destini si sarebbero uniti per sempre. E così, tra fughe clandestine, incontri rubati, interminabili attese, si consuma una storia d'amore e di passione unica, folle, inebriante, impossibile, che sconvolge i sensi, lega indissolubilmente, vince ogni differenza sociale o intellettuale, nella bruciante intesa della pelle.(IBS)
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Corre l'anno 1943; nella casa in cui si è trasferita la famiglia Carver per sfuggire alla guerra, in un piccolo paesino sulle sponde dell'Atlantico, è avvenuta la morte accidentale dei precedenti inquilini. Accidentale? Il figlio dei Carver, Max, avverte una presenza minacciosa: le sue ricerche lo porteranno sino al "Principe della nebbia", figura diabolica e ipnotica: ora sinistro pagliaccio, ora serpente marino, ora impalpabile figura di nebbia che aleggia nei vicolo oscuri del paese. Un clima di inquietudine e di mistero avvolge il protagonista e il lettore.(IBS)
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1770, Santo Domingo, ora Haiti. Tété ha nove anni quando il giovane francese Toulouse Valmorain la compra perché si occupi delle faccende di casa. Intorno, i campi di canna da zucchero, la calura sfibrante dell'isola, il lavoro degli schiavi. Tété impara presto com'è fatto quel mondo: la violenza dei padroni, l'ansia di libertà, i vincoli preziosi della solidarietà. Quando Valmorain si sposta nelle piantagioni della Louisiana, anche Tété deve seguirlo, ma ormai è cominciata la battaglia per la dignità, per il futuro, per l'affrancamento degli schiavi. È una battaglia lenta che si mescola al destarsi di amori e passioni, all'annodarsi di relazioni e alleanze, al muoversi febbrile dei personaggi più diversi - soldati e schiavi guerrieri, sacerdoti vudù e frati cattolici, matrone e cocottes, pirati e nobili decaduti, medici e oziosi bellimbusti. Contro il fondale animatissimo della storia, Zarité Sedella, soprannominata Tété, spicca bella e coraggiosa, battagliera e consapevole, un'eroina modernissima che arriva da lontano a rammentarci la fede nella libertà e la dignità delle passioni.(IBS)
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Ésta es la historia de un joven del siglo XVI que se siente atrapadoen
tre dos religiones y entre dos amores, y que también está en búsquedade do
s libertades, la suya propia y la ... Mostra tuttode su pueblo, sito en Andalucía.Transcurreel año 1568, y los moriscos se esfuerzan en sobrevivir pese a losmuchos obstáculos que les han impuesto los cristianos. Convertidosforzosamente al cristianismo, religión que desprecian y a la quesiempre serán ajenos, terminan por sublevarse y estalla una revueltacruel. Entre los que se han sublevado se destaca la figura del jovenHernando, de catorce años, rechazado por los demás debido a su tristeorigen: su madre Aisha lo concibió cuando fue violada por un sacerdote.Desde pequeño, Hernando –apodado despectivamente el nazareno- ha sidoobligado por su padrastro a trabajar la tierra y ahora contempla cómola guerra representa para él la oportunidad de ser reconocido por suvalía de una vez por todas. En su camino, ganará confianzas yenemistades, y conocerá la gratitud de la mano de Fátima, una joven madre a cuyo hijo Hernando salva la vida. También ayuda a Isabel, unaniña cristiana cautiva y a Don Alfonso, un noble castellano. Pero, sinproponérselo, Hernando también despertará la envidia de Brahim, sucruel padrastro, quien tramará la peor de las venganzas'.
LaNei villaggi delle Alpujarras è esploso il grido della ribellione. Stanchi di ingiustizie e umiliazioni, i moriscos si battono contro i cristiani che li hanno costretti alla conversione. È il 1568. Tra i rivoltosi musulmani spicca un ragazzo di quattordici anni dagli occhi incredibilmente azzurri. Il suo nome è Hernando. Nato da un vile atto di brutalità - la madre morisca fu stuprata da un prete cristiano -, il giovane dal sangue misto subisce il rifiuto della sua gente. La rivolta è la sua occasione di riscatto: grazie alla sua generosità e al coraggio, conquista la stima di compagni più o meno potenti. Ma c'è anche chi, mosso dall'invidia, trama contro di lui. E quando nell'inferno degli scontri conosce Fatima, una ragazzina dagli immensi occhi neri a mandorla che porta un neonato in braccio, deve fare di tutto per impedire al patrigno di sottrargliela. Inizia così la lunga storia d'amore tra Fatima ed Hernando, un amore ostacolato da mille traversie e scandito da un continuo perdersi e ritrovarsi. Ma con l'immagine della mamma bambina impressa nella memoria, Hernando continuerà a lottare per il proprio destino e quello del suo popolo. Anche quando si affaccerà nella sua vita la giovane cattolica Isabel...(IBS)
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Robert Langdon, professore di simbologia ad Harvard, è in viaggio per Washington. È stato convocato d'urgenza dall'amico Peter Solomon, uomo potentissimo affiliato alla massoneria, nonché filantropo, scienziato e storico, per tenere una conferenza al Campidoglio sulle origini esoteriche della capitale americana. Ad attenderlo c'è però un inquietante fanatico che vuole servirsi di lui per svelare un segreto millenario. Langdon intuisce qual è la posta in gioco quando all'interno della Rotonda del Campidoglio viene ritrovato un agghiacciante messaggio: una mano mozzata col pollice e l'indice rivolti verso l'alto. L'anello istoriato con emblemi massonici all'anulare non lascia ombra di dubbio: è la mano destra di Solomon. Langdon scopre di avere solamente poche ore per ritrovare l'amico. Viene così proiettato in un labirinto di tunnel e oscuri templi, dove si perpetuano antichi riti iniziatici. La sua corsa contro il tempo lo costringe a dar fondo a tutta la propria sapienza per decifrare i simboli che i padri fondatori hanno nascosto tra le architetture della città. Fino al sorprendente finale. Un nuovo capitolo de "Il Codice da Vinci", un thriller dalla trama mozzafiato, che si snoda a ritmo incalzante in una selva di simboli occulti, codici enigmatici e luoghi misteriosi.(fonte: Hoepli)
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"Ogni anno nonna Agata vuole accanto a sé la nipote Agatina per insegnarle i segreti dei dolci in onore della Santa di cui entrambe portano il nome. Mentre impastano le cassatelle a forma di seno, le "minne", la nonna racconta il martirio della Santuzza, cui il crudele console Quinziano, non sopportando di sentirsi respinto, fece tagliare le mammelle. La drammatica vicenda rivela una delle regole del mondo maschile: "... devi sapere che gli uomini, se non ci provi piacere quando ti toccano, si sentono mezzi masculi, ma guai a te se ci provi piacere, perché allora ti collocano tra le buttane". Parte da qui il "cuntu", il racconto, della storia di una famiglia siciliana e delle sue donne straordinarie. Per ciascuna di loro, fino alla piccola Agatina che dovrà diventare grande, le minne hanno un significato speciale: grandi o minuscole, aride o feconde, amate senza pudore o trascurate da uomini disattenti, sane o malate, diventano la chiave per svelare i più intimi segreti della femminilità e dell'orgoglio di generazioni di donne e di una in particolare, forse la più coraggiosa". (IBS)
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'Incontrammo Amira alla fine del giro degli avvoltoi, quello che noi inviati facciamo quando, a corto di notizie, dobbiamo comunque mettere in piedi un servizio. Indossava un abitino azzurro con disegni piccoli. Sembrava sorridesse ma era immobile, fredda e grigia come il letto di metallo su cui era stesa, nella morgue dell'ospedale. Il cecchino l'aveva colpita appena era uscita dal cortile a raccogliere la sua palla, sotto gli occhi inorriditi degli amichetti."Così, ancora attonito, Franco Di Mare rievoca un servizio fatto a Sarajevo nell'ormai lontano 1992. È solo il primo dei suoi tanti ricordi di inviato nelle zone calde del pianeta, dall'Iraq al Kosovo, dal Libano al Ruanda, dall'Algeria all'Afghanistan, passando per la Somalia e il Mozambico. Sono storie commoventi come quella del mangiafuoco di Kabul che allieta i bambini dell'orfanotrofio, scenari terrificanti - per esempio, una valle dell'Eritrea disseminata di cadaveri -, episodi sconvolgenti - una donna croata scopre che il marito la tradisce nel peggiore dei modi, passando dalla parte dei carnefici -, o flash surreali quanto può esserlo solo quello su una miss, incoronata regina di bellezza in una Sarajevo ridotta in macerie. Sorgono spontanei inquietanti interrogativi: che cosa spinge l'uomo a comportamenti disumani? C'è un senso, qualsiasi senso, nelle carneficine che negli ultimi vent'anni hanno coinvolto tanti innocenti? E può sopravvivere la vita dentro la guerra?'(IBS)
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Mitica Lisbeth Salander, come faremo a vivere senza sapere più nulla di lei? Come può un personaggio entrarti in questo modo dentro e capirlo così a fondo e parteggiare per lei in maniera così spudorata?Mikael Blomkvist è tornato vittorioso alla guida di Millennium, pronto a lanciare un numero speciale su un vasto traffico di prostituzione dai paesi dell'Est. L'inchiesta si preannuncia esplosiva: la denuncia riguarda un intero sistema di violenze e soprusi, e non risparmia poliziotti, giudici e politici, perfino esponenti dei servizi segreti. Ma poco prima di andare in stampa, un triplice omicidio fa sospendere la pubblicazione, mentre si scatena una vera e propria caccia all'uomo: l'attenzione di polizia e media nazionali si concentra su Lisbeth Salander, la giovane hacker, "così impeccabilmente competente e al tempo stesso così socialmente irrecuperabile", ora principale sospettata. Blomkvist, incurante di quanto tutti sembrano credere, dà il via a un'indagine per accertare le responsabilità di Lisbeth, "la donna che odia gli uomini che odiano le donne". È lei la vera protagonista di questo nuovo episodio della Millennium Trilogy, un thriller serrato che all'intrigo diabolico unisce un'acuta descrizione della società moderna, con le sue contraddizioni e deviazioni, consegnandoci con Lisbeth Salander un personaggio femminile unico, commovente e indimenticabile. (da IBS)La giovane hacker Lisbeth Salander è di nuovo immobilizzata in un letto d'ospedale, anche se questa volta non sono le cinghie di cuoio a trattenerla, ma una pallottola in testa. È diventata una minaccia: se qualcuno scava nella sua vita e ascolta quello che ha da dire, potenti organismi segreti crolleranno come castelli di carta. Deve sparire per sempre, meglio se rinchiusa in un manicomio. La cospirazione di cui si trova suo malgrado al centro, iniziata quando aveva solo dodici anni, continua. Intanto, il giornalista Mikael Blomkvist è riuscito ad avvicinarsi alla verità sul terribile passato di Lisbeth ed è deciso a pubblicare su "Millennium" un articolo di denuncia che farà tremare i servizi di sicurezza, il governo e l'intero paese. Non ci saranno compromessi. L'ultimo capitolo della trilogia di Stieg Larsson è ancora una volta una descrizione della società contemporanea sotto forma di thriller. Un romanzo emozionante di trame occulte e servizi segreti deviati, che cattura il ritmo del nostro tempo e svela a cosa possono condurre le perversioni di un sistema malato. Una storia che, fedele all'anima del suo autore, narra di violenza contro le donne, e di uomini che la rendono possibile.(da IBS)
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Ancora un altro libro ambientato nella gotica Barcellona. Come al solito ogni volta che finisco un libro di Zafòn ho bisogno di una boccata d'aria e ho bisogno di credere che il mondo sia migliore di come è raffigurato nelle anime dei suoi personaggi. Eppure ogni volta ritorno nelle atmosfere tetre della sua Barcellona e nelle storie tormentate caratterizzate sempre da visi sfigurati, da incendi e storie di infanzie dolorose che ritornano nelle sue parole.
Barcellona, fine anni Settanta. Óscar Drai è un giovane studente che trascorre gli anni della sua adolescenza in un cupo collegio della città catalana. Colmo di quella dolorosa energia così tipica dell'età, fatta in parti uguali di sogno e insofferenza, Óscar ama allontanarsi non visto dalle soffocanti mura del convitto, per perdersi nel dedalo di vie, ville e palazzi di quartieri che trasudano a ogni angolo storia e mistero. In occasione di una di queste fughe il giovane si lascia rapire da una musica che lo porta fino alle finestre di una casa. All'interno, un antico grammofono suona un'ammaliante canzone per voce e pianoforte. Nel momento in cui sottrae l'oggetto e scappa, è sopraffatto da un gesto che risulta inspiegabile a lui per primo. Qualche giorno dopo tutto gli apparirà tanto chiaro quanto splendidamente misterioso. Tornando sui suoi passi per restituire il maltolto, infatti, Óscar incontra la giovane Marina e il suo enigmatico padre, il pittore Germàn. E niente per lui sarà più come prima. Il suo innato amore per il mistero si intreccerà da quel momento ai segreti inconfessabili del passato di una famiglia e di una Barcellona sempre più amata: segreti che lo spingeranno non solo alla più lunga fuga mai tentata dal detestato collegio, ma anche verso l'irrevocabile fine della sua adolescenza. Scritto prima de "L'ombra del vento" e "Il gioco dell'angelo" questo romanzo ne anticipa i grandi temi: gli enigmi del passato, l'amore per la conoscenza, la bellezza gotica e senza tempo di Barcellona (da IBS)
Ovviamente le foto sono quelle che ho scattato io a Barcellona, città che ti fa nascere dentro setimenti contrastanti, ma che non riesci proprio a dimenticare.| Reazioni: |
Tanto tempo è passato dal mio ultimo post. E il motivo è che a causa del libro che stavo leggendo in quel momento ('Non vi lascerò orfani' di Daria Bignardi) all'improvviso ho capito o, meglio, temuto, che a nessuno potesse interessare la storia della mia vita che stavo scrivendo a puntate.| Reazioni: |
Verso l'imbrunire, si sentiva la voce della mamma che ci chiamava. Era finita temporaneamente la nostra giornata di giochi e fantasia. Ci aspettava ogni giorno alla stessa ora, una vaschetta di plastica blu, dove facevamo un bagno veloce, e da dove ne uscivamo profumati di saponetta e con i graffi che bruciavano. Indossati i calzoncini e la maglietta puliti, si faceva merenda con friselle, pomodori e cocomeri. E con mamma e zia Giovanna si andava dal massaio con i capelli rossi della campagna accanto a comprare le uova e il latte appena munto.
Sto parlando dell'ultimo libro di Giorgio Faletti 'Io sonoDio'.'Non c'è morbosità apparente dietro le azioni del serial killer che tiene in scacco la città di New York. Non sceglie le vittime seguendo complicati percorsi mentali. Non le guarda negli occhi a una a una mentre muoiono, anche perché non avrebbe abbastanza occhi per farlo. Una giovane detective che nasconde i propri drammi personali dietro a una solida immagine e un fotoreporter con un passato discutibile da farsi perdonare sono l'unica speranza di poter fermare uno psicopatico che nemmeno rivendica le proprie azioni. Un uomo che sta compiendo una vendetta terribile per un dolore che affonda le radici in una delle più grandi tragedie americane. Un uomo che dice di essere dio.'
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In barba alla letteratura che vede rimanere sola la donna che ha avuto solo figli maschi dopo che si son sposati, mia nonna ha tenuto intorno a se fino alla fine dei suoi giorni una grande famiglia.

Il pomeriggio era infuocato, come del resto lo sono tutti i pomeriggi di agosto.
Niente ombre, solo stoppie e niente più erba, il cane addormentato che non avrebbe abbaiato assolutamente a nessuno e il caldo che pareva uscire dalla terra, marrone e arida.
Era abitudine, anzi d'obbligo, la dormitina pomeridiana. Nonna, mamma e zia Giovanna, rigorosamente in ordine di potere, non ammettevano repliche. Dopo pranzo tutti dovevano aandare a letto almeno fino alle 4, giustificando il proprio bisogno di abbiocco con una sana abitudine che tutti dovevano seguire. E così noi figli e nipoti, scalciando e piagnucolando, finivamo ad occhi aperti sotto le lenzola fresche, finchè l'immobilità forzata domava le nostre energie e ci faceva scivolare nel sonno.
Alla fine dell'anno scolastico si facevano in fretta e furia le pulizie di casa, si andava al mercato a comprare pantaloncini corti, uno rosso e uno blu, magliette a righe, una bianca e rossa e l'altra bianca e blu, fazzoletti di cotone per i capelli, uno rosso e uno blu, scarpe occhio di bue blu, calze bianche e si organizzava la partenza per la casa di campagna dove già da qualche giorno erano arrivate nonna Annina e la famiglia di zio Armando (zia Giovanna, Lao e Anita).
Era l'inizio della mia favola estiva, quello che in seguito sarebbe stata l'immagine della mia infanzia.La campagna della nonna aveva una grande casa dipinta di rosso corallo, bordata di pietra bianca, su cui si poggiava da un lato un'immensa bunganvillea e dall'altro una vite, che si arrampicava su un pergolato. C'era un grande spiazzo sul davanti, che terminava con un muretto pieno di vasi e piante di dalie e begonie sempre in fiore. E oltre, la terra.
All'interno della casa il pavimento era fatto di chiangole, pietre bianche, disuguali, levigate e lucidate a olio di gomito, separate tra loro da 'scarrasse', fogature tenute bianche con il 'briscone' e la candeggina, dalle donne scrupolose della famiglia. Si entrava direttamente nella stanza principale, arredata con due divani, un grande tavolo e 6 sedie e un buffet pieno di piatti, bicchieri e posate.
Era una stanza grande, ospitale, che dietro una porta scorrevole nascondeva un altare, anch'esso di pietra bianca, su cui si ergevano minacciose, trasparenti campane con santi, rosari e fiori secchi.
Tutto intorno a questa grande stanza si aprivano le porte bianche delle quattro camere da letto e quella della sala da pranzo, attraverso la quale si passava in cucina.
Al lato della casa corallo c'era un ampio spiazzo, circondato dalle stalle, dove ormai vivevano solo due mucche bianche e marroni: Peppinella e Ninnina. Avevano il compito di darci il latte caldo ogni sera e in cambio ricevevano erba, paglia, pulizia quotidiana e il permesso di gironzolare indolenti per la campagna dalla mattina al tramonto.Tutte le nostre estati avevano ritmi sempre uguali, noiosi e rassicuranti e pieni di orari e regole cui non si poteva sgarrare.
La giornata iniziava quando decidevamo noi di svegliarci: finalmente dopo la scuola eravamo liberi di rimanere a letto fino a tardi, ma purtroppo avevamo troppa fretta di iniziare la nostra vacanza e così appena i grandi cominciavano a fare rumore eravamo pronti per la colazione.
Pane e panna del latte munto la sera prima e già bollito con tanto zucchero sopra e latte, tanto latte buono e grasso e indimenticabile.
Poi, mentre le nostre meravigliose nonna-mamma-zia iniziavano ad organizzare la giornata, noi eravamo liberi, liberi di correre e saltare e giocare e inventare la nostra di giornata.
Io, mio fratello e i miei cugini avevamo per noi terra da impastare con l'acqua, per creare dolci al cioccolato da decorare con fiori e piccoli pezzi di pietra bianca; un albero di gelso rosso, secco per metà e per l'altra pieno di foglie verdi e tanti succulenti frutti viola e neri che ogni giorno raccoglievamo in una brocca bianca di plastica e mettevamo in fresco per il pranzo. Solo più tardi avremmo raccolto i frutti acerbi, unico rimedio per far venir via le terribili macchie rosse che ci facevano sembrare corpi insanguinati. Nel frattempo eravamo dei vampiri che si rincorrevano per abbeverarsi del sangue che in gola sgorgava direttamente dai gelsi maturi....(continua...)
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In questo periodo dell'anno siamo sommersi da iniziative che ci invitano a versare il 5 x mille, a favore di associazioni di volontariato. La scelta è veramente difficile, poichè la maggior parte di esse sono mosse da validissime e degne intenzioni, e sceglierne una, penalizzando tutte le altre, ci fa sentire un nodo in gola. Quindi siamo costretti ad orientarci seguendo il cuore e, soprattutto, la certezza che le nostre intenzioni giungano davvero a buon fine.
Si può sostenere questa Associazione in diversi modi:
Ci preme sottolineare che le intenzioni dei sostenitori vengono sempre rispettate: ogni centesimo donato viene utilizzato per la destinazione indicata senza detrazioni di nessun genere.
Per i versamenti postali:
CC numero 44442994
Intestato a Gruppo Quetzal onlus – Bari
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Ricordate di conservare sempre le vostre ricevute: per i versamenti effettuati al Gruppo Quetzal onlus è prevista la deducibilità fiscale.
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